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Tumori, la profilazione genomica estesa apre nuove vie per 15mila pazienti italiani ogni anno
Foto: Pavel Danilyuk / Pexels
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Tumori, la profilazione genomica estesa apre nuove vie per 15mila pazienti italiani ogni anno

Ogni anno in Italia circa 15mila pazienti oncologici potrebbero beneficiare della profilazione genomica estesa, un approccio che migliora il controllo della malattia.

La Redazione ·8 settembre 2026 14:08 ·3 min di lettura

Ogni anno, in Italia, circa 15mila pazienti affetti da tumore si trovano in una condizione clinica che li rende candidabili a un approccio terapeutico innovativo e sempre più promettente: la profilazione genomica estesa. Questa metodologia rappresenta un passo significativo verso una medicina oncologica sempre più personalizzata, offrendo nuove prospettive nella lotta contro diverse forme di cancro e, come sottolineato dal Molecular Tumor Board (MTB), "migliora il tempo di controllo della malattia".

Ma cosa si intende esattamente per profilazione genomica estesa? Si tratta di un'analisi approfondita del DNA delle cellule tumorali, volta a identificare specifiche alterazioni genetiche o mutazioni che caratterizzano il singolo tumore. A differenza degli approcci tradizionali, che spesso si basano sull'organo d'origine del cancro, la profilazione genomica mira a scoprire le "impronte digitali" molecolari della malattia. Queste alterazioni possono agire come veri e propri "bersagli" per farmaci specifici, noti come terapie mirate, che agiscono selettivamente sulle cellule malate, risparmiando quelle sane e riducendo gli effetti collaterali.

L'importanza di questa tecnica risiede nella sua capacità di guidare i medici verso la medicina di precisione. Non più un trattamento standardizzato per tutti i pazienti con lo stesso tipo di tumore, ma una terapia "cucita su misura" per le caratteristiche genetiche uniche della neoplasia di ogni individuo. Questo approccio è particolarmente rilevante per i pazienti con tumori rari, con patologie in fase avanzata o che non hanno risposto alle terapie convenzionali, offrendo loro nuove opportunità terapeutiche dove le opzioni erano limitate.

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La decisione di sottoporre un paziente alla profilazione genomica estesa e di interpretarne i risultati non è lasciata al singolo medico, ma è frutto di un lavoro collegiale. Entra in gioco il Molecular Tumor Board (MTB), un team multidisciplinare composto da oncologi, patologi molecolari, genetisti, bioinformatici e altri specialisti. Questi esperti si riuniscono per analizzare in modo congiunto il profilo genomico del tumore e il quadro clinico del paziente, formulando la strategia terapeutica più appropriata. Questo approccio garantisce una valutazione completa e basata sulle più recenti evidenze scientifiche, massimizzando le possibilità di successo del trattamento.

Per i cittadini, l'espansione della profilazione genomica estesa significa una concreta speranza di migliorare il controllo della malattia. Un controllo più efficace si traduce spesso in un prolungamento della vita, ma anche e soprattutto in una migliore qualità della vita durante il percorso terapeutico. Poter disporre di terapie più specifiche e meno invasive può alleviare il peso della malattia e dei suoi trattamenti, consentendo ai pazienti di mantenere una maggiore autonomia e benessere. È un investimento nella salute pubblica che promette di trasformare l'approccio alla cura del cancro in Italia, spostando il focus dalla malattia generica al paziente nella sua individualità genetica e clinica.

L'Italia si sta muovendo in questa direzione, riconoscendo il valore di queste tecnologie avanzate. La possibilità che 15mila pazienti ogni anno possano accedere a questa profilazione evidenzia un impegno crescente verso l'innovazione in oncologia. Questo non solo apre nuove frontiere terapeutiche, ma stimola anche la ricerca e lo sviluppo di farmaci sempre più mirati, proiettando il nostro Paese tra i leader nell'applicazione della medicina personalizzata per combattere il cancro.

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