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A Roma la radioterapia si fa "intelligente": l'AI personalizza le cure al Campus Bio-Medico
Foto: Jo McNamara / Pexels
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A Roma la radioterapia si fa "intelligente": l'AI personalizza le cure al Campus Bio-Medico

Il Campus Bio-Medico di Roma introduce l'Adaptive Linac Ethos, un sistema che usa l'intelligenza artificiale per personalizzare le cure oncologiche in tempo reale. Un passo avanti per la precisione dei trattamenti.

La Redazione ·8 settembre 2026 10:00 ·3 min di lettura

Una nuova frontiera nella cura dei tumori si apre a Roma e nel Lazio con l'inaugurazione, avvenuta il 7 settembre 2026 in concomitanza con la Giornata Mondiale della Radioterapia, di un innovativo acceleratore lineare presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Si tratta dell'Adaptive Linac Ethos, un sistema che integra l'intelligenza artificiale con tecniche avanzate di imaging per rivoluzionare l'approccio alla radioterapia oncologica.

Il Campus Bio-Medico è la prima struttura nella Capitale e in tutta la regione a mettere in funzione questa tecnologia di ultima generazione. La vera innovazione risiede nella capacità del macchinario di personalizzare il trattamento radioterapico in tempo reale, adattandolo alle condizioni specifiche del paziente e all'evoluzione del tumore, direttamente durante la seduta. Questo rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla radioterapia tradizionale, che si basa su un piano terapeutico definito all'inizio del ciclo di cure e replicato in modo standardizzato per tutte le sessioni.

Con l'Adaptive Linac Ethos, l'intelligenza artificiale analizza istantaneamente le scansioni anatomiche acquisite prima di ogni irradiazione. Questo permette all'équipe medica di individuare anche minime variazioni corporee, come spostamenti degli organi interni o cambiamenti nelle dimensioni del tumore, che possono verificarsi da una seduta all'altra. Sulla base di queste informazioni, il sistema è in grado di ricalibrare la dose di radiazioni e rielaborare un piano di irradiazione su misura, correggendo e ri-adattando la traiettoria del fascio di radiazioni.

Il beneficio più concreto per i pazienti è una maggiore precisione nel colpire le cellule tumorali, con una drastica riduzione degli effetti collaterali sugli organi sani adiacenti. Preservare i tessuti sani circostanti è un obiettivo primario della radioterapia moderna, e questa tecnologia lo rende possibile in modo più efficace, migliorando la qualità della vita durante e dopo il trattamento. La professoressa Sara Ramella, direttrice dell'Unità Operativa Complessa di Radioterapia Oncologica del Policlinico, ha sottolineato come "il trattamento non resta uguale per tutta la durata delle cure, ma può essere regolato sulla base delle condizioni reali del paziente osservate in occasione di ciascuna seduta". Questo approccio dinamico significa che ogni seduta è ottimizzata per la situazione attuale del paziente, massimizzando l'efficacia e minimizzando i rischi.

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L'introduzione di questo macchinario, attivo presso l'Unità Operativa Complessa di Radioterapia Oncologica, è stata definita da Carlo Tosti, presidente della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, come "un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione" della struttura. È importante notare che il servizio è erogato in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), rendendolo accessibile non solo ai pazienti già seguiti dal Campus Bio-Medico, ma anche a tutti i cittadini del territorio romano, laziale e del centro Italia che necessitano di queste cure all'avanguardia. Questa accessibilità è fondamentale per garantire che l'innovazione tecnologica si traduca in un beneficio concreto e diffuso per la comunità.

Mentre il Campus Bio-Medico segna un primato per Roma e il Lazio, l'Italia ha già visto l'adozione di sistemi simili in altre realtà d'eccellenza, dimostrando una tendenza nazionale verso la radioterapia adattativa. Ad esempio, l'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria ha acquisito un sistema Ethos Varian nel maggio 2022, e l'Istituto Oncologico Veneto (IOV) ne ha installato uno nel novembre 2022, definendola la prima installazione in una struttura pubblica e la terza a livello nazionale. Questo contesto evidenzia come l'innovazione tecnologica stia progressivamente trasformando le terapie oncologiche nel nostro Paese, offrendo speranze concrete e migliorando la qualità della vita dei pazienti. L'arrivo di questa tecnologia a Roma consolida ulteriormente il ruolo della Capitale come polo di riferimento per le cure mediche avanzate. All'inaugurazione hanno partecipato diverse personalità civili e religiose, tra cui il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e la Presidente del Municipio IX di Roma Capitale Titti Di Salvo, a testimonianza dell'importanza dell'evento per la comunità e del suo impatto sul sistema sanitario regionale.

Questa evoluzione nella radioterapia promette di rendere le cure più mirate, meno invasive e più efficaci, segnando un punto di svolta nella lotta contro il cancro e offrendo nuove prospettive di guarigione e benessere per i pazienti. La possibilità di adattare il trattamento in tempo reale non solo aumenta le probabilità di successo, ma riduce anche il disagio e i rischi a lungo termine, un aspetto cruciale per chi affronta un percorso terapeutico complesso.

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