Voli cancellati o in ritardo? Ecco come far valere i tuoi diritti e ottenere rimborsi fino a 600 euro
Rientro dalle vacanze difficile per molti, tra voli cancellati e ritardi. Scopri i tuoi diritti per chiedere rimborsi e compensazioni fino a 600 euro.
Il rientro dalle vacanze, si sa, non è mai un momento facile. Ma per alcuni passeggeri, come i circa quaranta italiani rimasti bloccati a Mykonos lo scorso agosto, o i centinaia che hanno subito disagi a causa dell'attività dell'Etna, può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Voli cancellati, ritardi prolungati e imbarchi negati sono purtroppo evenienze comuni, ma ciò che molti non sanno è che esistono diritti ben precisi e tutele economiche che possono alleggerire il peso di questi inconvenienti.
La chiave per non trovarsi impreparati è conoscere le proprie prerogative, stabilite a livello europeo dal Regolamento (CE) n. 261/2004. Questa normativa si applica a chi parte da un aeroporto UE (o Svizzera, Norvegia, Islanda) o a chi arriva in UE con un vettore comunitario, e non riguarda chi viaggia gratuitamente o con tariffe speciali non accessibili al pubblico. Il primo passo è distinguere tra due concetti fondamentali: il rimborso e la compensazione economica.
Il rimborso è, semplicemente, la restituzione del costo del biglietto per la parte del viaggio non goduta. Spetta in caso di cancellazione, ritardo superiore a cinque ore (se si rinuncia al volo), negato imbarco o se si viene declassati. La compensazione economica, invece, è una somma forfettaria pensata per risarcire il disagio subito dal passeggero, ed è dovuta quando il disservizio è imputabile alla compagnia aerea. Gli importi variano in base alla distanza della tratta: 250 euro per voli fino a 1.500 km, 400 euro per tratte intracomunitarie oltre i 1.500 km o altre tratte tra 1.500 e 3.500 km, e 600 euro per tutte le tratte superiori a 3.500 km. L'importo può essere ridotto del 50% se la compagnia offre un volo alternativo che consente di raggiungere la destinazione finale con un ritardo limitato.
Ma quando si ha diritto a questa compensazione? In caso di volo cancellato, la somma è dovuta se il passeggero non è stato informato della cancellazione con almeno 14 giorni di anticipo rispetto alla partenza. Per i voli in ritardo, la compensazione scatta se l'aereo arriva alla destinazione finale con un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all'orario previsto. È importante sapere che l'orario di arrivo effettivo è considerato il momento in cui si apre il primo portellone passeggeri. Infine, la compensazione è prevista anche in caso di negato imbarco contro la volontà del passeggero.
Oltre al rimborso e alla compensazione, i passeggeri hanno diritto all'assistenza. In situazioni di ritardo prolungato (due ore o più, a seconda della tratta), cancellazione o negato imbarco, la compagnia deve fornire pasti e bevande, la possibilità di effettuare due chiamate o messaggi, e, se necessario, sistemazione in albergo con trasporto da e per l'aeroporto. Se la compagnia non provvede, il passeggero può sostenere le spese e chiederne il rimborso, a patto di conservare tutte le ricevute e le fatture.
Non tutti i disagi sono uguali di fronte alla legge. Esistono infatti le cosiddette circostanze eccezionali, eventi che la compagnia aerea non avrebbe potuto evitare anche adottando tutte le misure del caso. Rientrano in questa categoria scioperi, instabilità politica, condizioni meteorologiche avverse o, come nel caso di agosto 2026, l'attività vulcanica dell'Etna. In queste situazioni, la compensazione economica non è dovuta. Tuttavia, i passeggeri mantengono sempre il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un volo alternativo, e all'assistenza.
Il caso dei circa 40 passeggeri italiani bloccati a Mykonos il 24 agosto 2026, con un volo Wizz Air diretto a Roma, è emblematico. Il volo, inizialmente previsto per la tarda serata, è decollato solo all'alba del giorno successivo, ma un problema all'equipaggio ha impedito l'imbarco di tutti i viaggiatori. Wizz Air ha parlato di "ritardi operativi" e di un membro dell'equipaggio non più idoneo per ragioni di sicurezza, affermando di aver garantito assistenza. Tuttavia, alcuni passeggeri hanno lamentato di aver ricevuto supporto solo per una notte o di aver dovuto pagare di tasca propria. L'avvocato Gennaro Caiazzo, dell'associazione L'Avvocato Viaggiatore, ha invitato i passeggeri a conservare ogni ricevuta per poter richiedere rimborsi e compensazioni.
Per far valere i propri diritti, è fondamentale conservare tutti i documenti di viaggio (biglietto, carta d'imbarco) e le ricevute di eventuali spese extra. La richiesta va presentata direttamente alla compagnia aerea. Se non si riceve risposta o la richiesta viene respinta, si può contattare l'ENAC, l'organismo nazionale preposto in Italia. Purtroppo, i dati di agosto 2026 rivelano che il 79% dei passeggeri non conosce i propri diritti e il 60% di chi ne avrebbe diritto non presenta mai la richiesta. Conoscere le regole è il primo passo per non subire passivamente i disagi e ottenere ciò che spetta.