La Fieg risponde allo sciopero dei giornalisti: urgenza di un contratto moderno
La Fieg replica alla mobilitazione Fnsi del 16 aprile 2026: rigidità contrattuali ostacolano innovazione. Proposta di modernizzazione per sostenibilità e giovani.
Gli editori della Fieg non hanno mai smesso di sottolineare, sin dall'avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, l'urgenza di un cambiamento radicale. Le regole attuali, intrise di rigidità e vincoli obsoleti, soffocano l'efficienza e la produttività, rendendo impossibile affrontare l'onda epocale dell'innovazione tecnologica che travolge il mercato. Immaginate un contratto nazionale di lavoro che impone quarant'anni di ferie e permessi annuali, retribuisce indennità per festività abolite mezzo secolo fa, aplica maggiorazioni per turni domenicali e festivi ben oltre la media degli altri settori, e garantisce scatti di anzianità che più che coprono l'inflazione. Queste norme non favoriscono lo sviluppo: al contrario, erodono la competitività delle imprese, aggravano le loro difficoltà economiche e bloccano l'ingresso di nuove professionalità.
La sostenibilità economica non è un lusso, ma una necessità impellente per preservare sia le aziende sia i talenti che le animano. Per questo, gli editori hanno proposto al sindacato una modernizzazione completa del contratto, con regole ad hoc per integrare giovani professionisti – un modello già collaudato con successo nell'ultimo rinnovo siglato proprio con lo stesso interlocutore. Non si tratta di arretrare, ma di avanzare: adattare lo strumento contrattuale alle realtà digitali, liberando potenziale innovativo senza sacrificare i diritti essenziali.
Mai gli editori si sono sottratti al dialogo. Non hanno abbandonato il tavolo negoziale. Anzi, ribadiscono la piena disponibilità a proseguire le trattative, certi che solo attraverso un confronto costruttivo si possa forgiare un accordo equo e lungimirante, capace di traghettare l'editoria italiana verso un futuro competitivo e vivace.