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Paolo Roccoli muore schiacciato da una spazzatrice a Roma: è il quinto in 48 ore nel Lazio
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Paolo Roccoli muore schiacciato da una spazzatrice a Roma: è il quinto in 48 ore nel Lazio

Operaio di 47 anni travolto dal mezzo durante la manutenzione in via Orazio Raimondo. Nel Lazio 29 morti sul lavoro da gennaio a maggio 2026.

La Redazione ·24 luglio 2026 16:17 ·3 min di lettura

Un operaio di 47 anni, Paolo Roccoli, ha perso la vita nel pomeriggio di giovedì 23 luglio nel piazzale esterno di una ditta in via Orazio Raimondo, nella zona Romanina - Tor Vergata a Roma. Stava eseguendo lavori di manutenzione su una spazzatrice sollevata su supporti metallici regolabili quando, secondo una prima ricostruzione, quei supporti avrebbero ceduto, facendo ribaltare il mezzo sull'uomo. I soccorritori arrivati sul posto non hanno potuto fare nulla: il decesso era già avvenuto.

Sull'accaduto sono intervenuti i Carabinieri della stazione Roma Tor Vergata per i rilievi di rito, insieme al personale dello Spresal — il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell'ASL — e agli ispettori dell'Ispettorato del Lavoro. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'inchiesta disponendo vari accertamenti, tra cui l'autopsia. La salma di Roccoli è stata trasferita all'obitorio del Policlinico di Tor Vergata a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Dai primi riscontri è emerso che la posizione assicurativa e previdenziale dell'operaio era regolare.

La morte di Roccoli non è un episodio isolato: si inserisce in un bilancio che nel Lazio si è fatto drammatico nel giro di sole 48 ore, con altri quattro lavoratori deceduti nella stessa finestra di tempo. Tra questi, Salah Belkahaoua, 51 anni, morto all'ospedale San Camillo dopo essere precipitato da un ponteggio a Pontecorvo. A testimoniare la portata del fenomeno su scala nazionale c'è anche la vicenda di Fabrizio Pittalis, 18 anni, operaio deceduto in provincia di Nuoro dopo essere stato colpito dalle forche di un muletto — una tragedia che, pur fuori dal Lazio, contribuisce a definire il clima d'allarme che accompagna questa stagione.

I numeri sull'intera regione confermano una tendenza in peggioramento. Tra gennaio e maggio 2026 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail nel Lazio sono state 19.507, con un aumento dell'8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco di tempo si sono registrati 29 morti sul lavoro, di cui 22 concentrate nel territorio romano. Dati che precedevano già la strage di questa settimana, e che ora pesano ancora di più.

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Di fronte a questi numeri, il mondo sindacale ha alzato la voce con toni sempre più esasperati. La Filca-Cisl Lazio ha annunciato che si costituirà parte civile nei processi legati ai decessi più recenti, scegliendo la strada giudiziaria come forma di pressione. La Cisl Roma Capitale Rieti ha usato parole nette: ha chiesto «controlli veri e prevenzione, non parole di cordoglio». L'UGL, dal canto suo, ha puntato il dito anche sulle temperature estreme di questa estate, lanciando un allarme specifico e chiedendo un piano straordinario di prevenzione che tenga conto del rischio aggiuntivo portato dal caldo.

Le posizioni che emergono dal mondo del lavoro e da quello istituzionale non si sovrappongono del tutto. Da un lato c'è chi chiede più ispezioni e sanzioni più severe, convinto che solo la deterrenza possa cambiare le abitudini nei cantieri e nei piazzali. Dall'altro c'è chi insiste sulla formazione e sulla cultura della sicurezza come unica strada strutturale, avvertendo che i controlli a campione non bastano quando i rischi sono quotidiani e diffusi. Il caso di Roccoli — un lavoratore regolare, su un mezzo sollevato con attrezzature che avrebbero dovuto reggere — mostra quanto sottile sia il confine tra una giornata di lavoro ordinaria e una tragedia.

La dinamica esatta dell'incidente resta al vaglio degli inquirenti. Le indagini della Procura di Roma e gli accertamenti tecnici dello Spresal dovranno stabilire se ci siano state violazioni delle norme di sicurezza e, in caso, chi ne porta la responsabilità. Per ora restano i fatti: un uomo di 47 anni che giovedì pomeriggio è andato al lavoro e non è tornato a casa.

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