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L'Europa di Meloni e De Wever: confini, energia e difesa per la sicurezza dei cittadini
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L'Europa di Meloni e De Wever: confini, energia e difesa per la sicurezza dei cittadini

La Presidente Meloni ha incontrato il leader belga Bart De Wever per discutere di migrazione, caro energia e difesa. Focus sulle ricadute per i cittadini.

La Redazione ·8 settembre 2026 15:16 ·4 min di lettura

La Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha accolto a Palazzo Chigi Bart De Wever, leader del partito Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA) e sindaco di Anversa. L'incontro ha rafforzato il dialogo su temi cruciali per il futuro dell'Unione Europea, dalla gestione dei flussi migratori alla sfida del caro energia, passando per una maggiore cooperazione nel settore della difesa. Un segnale di rinnovato interesse e di convergenza su dossier complessi che richiedono risposte europee coordinate, con un occhio attento alle ricadute concrete sulla vita dei cittadini.

Al centro del confronto, la questione della migrazione e la difesa dei confini esterni dell'UE. Meloni ha ribadito la sua ferma convinzione che lo spazio Schengen, pilastro della libera circolazione europea, possa essere preservato solo a patto che tutti gli Stati membri si impegnino concretamente nella protezione delle frontiere esterne e nella lotta ai trafficanti. L'Italia, in prima linea, sottolinea come una gestione più efficace dei confini sia fondamentale non solo per la sicurezza, ma anche per garantire la sostenibilità dei sistemi di accoglienza e l'integrazione. Un'attenzione particolare è stata rivolta alla frontiera meridionale dell'Europa, il Mediterraneo, per la quale l'Italia chiede una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell'intera Unione. De Wever ha mostrato comprensione per la posizione italiana, sottolineando la necessità di concretizzare un pacchetto migratorio europeo che includa politiche di rimpatrio credibili, considerate essenziali per il successo di qualsiasi strategia migratoria e per la fiducia dei cittadini nel sistema. Entrambi i leader, che già collaborano in un gruppo di lavoro sulla migrazione e in seno al Consiglio d'Europa, hanno riconosciuto nella Dichiarazione di Chisinau un buon punto di partenza per future sinergie.

Un altro tema di stringente attualità è stato il costo dell'energia e la competitività europea. La situazione internazionale, in particolare la crisi nello Stretto di Hormuz, sta avendo un impatto significativo sui prezzi di carburanti, fertilizzanti e materie prime, con ricadute dirette su cittadini e imprese. L'aumento dei costi energetici si traduce in bollette più salate per le famiglie, maggiori spese per il trasporto e la produzione, e un potenziale freno alla crescita economica, minando la competitività delle aziende europee sul mercato globale. Meloni e De Wever hanno concordato sulla necessità che il prossimo Consiglio europeo affronti questi temi con maggiore coraggio e concretezza. La Presidente del Consiglio ha annunciato l'intenzione di convocare un tavolo dei Paesi "like-minded" con Friedrich Merz, leader del partito CDU, in vista del Consiglio, per delineare strategie comuni. L'Italia, in passato, ha già sollecitato l'UE a considerare l'estensione temporanea della clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie per fronteggiare la crisi energetica. Nel frattempo, l'Unione sta già lavorando a un piano che include la tassazione dell'elettricità in modo più favorevole rispetto al gas naturale e la riforma degli oneri di rete, misure che potrebbero alleggerire il carico su consumatori e imprese.

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Ampio spazio è stato dedicato anche al rafforzamento della cooperazione nella difesa. Entrambi i Paesi stanno aumentando gli investimenti in questo settore, e Meloni ha espresso la disponibilità dell'Italia a mettere a disposizione le proprie competenze ed eccellenze industriali per contribuire all'autonomia e alle capacità tecnologiche europee. Questo è cruciale per garantire che l'Europa possa affrontare le sfide di sicurezza in modo indipendente, riducendo la dipendenza da attori esterni e proteggendo gli interessi dei suoi Stati membri. De Wever ha manifestato grande interesse a intensificare la collaborazione con l'industria italiana della difesa, riconoscendone la qualità. Questo dialogo si inserisce in un contesto europeo dove la spesa per la difesa degli Stati membri ha raggiunto i 343 miliardi di euro nel 2024, con una stima di 381 miliardi per il 2025, a testimonianza di un impegno crescente per la sicurezza collettiva, supportato anche dall'Agenzia europea per la difesa (AED).

L'incontro ha toccato anche le solide relazioni economiche tra Italia e Belgio, con un interscambio commerciale che nel 2025 ha superato i 46,5 miliardi di euro e oltre 300 imprese italiane attive in Belgio. I due leader hanno esplorato le opportunità per valorizzare ulteriormente la complementarità tra le filiere dei due Paesi in settori chiave come energia, infrastrutture, trasporti, logistica e, naturalmente, l'industria della difesa. Una maggiore sinergia economica può tradursi in nuove opportunità di lavoro e crescita per entrambi i Paesi. Non è mancato un momento di ricordo per la tragedia di Marcinelle, il cui 70° anniversario è stato celebrato l'8 agosto, data che coincide con la "Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro". Infine, sono state discusse le principali crisi internazionali, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Iran, e il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'UE, con l'Italia che ribadisce l'importanza della Coesione e della Politica Agricola Comune (PAC) come precondizioni per rafforzare la competitività europea. L'incontro tra Meloni e De Wever si configura dunque come un passo importante per consolidare il dialogo tra Roma e Bruxelles e affrontare congiuntamente le sfide che attendono l'Europa, con l'obiettivo di garantire stabilità e prosperità ai suoi cittadini.

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