Sassonia-Anhalt, il voto AfD scuote la Germania: dietro il successo, la rabbia dell'Est e i servizi che mancano
Il partito di ultradestra AfD ha ottenuto un risultato record in Sassonia-Anhalt, superando il 40% dei voti. Dietro il successo, il malcontento per la chiusura di servizi e le ferite irrisolte della riunificazione.
Le elezioni statali in Sassonia-Anhalt, tenutesi il 6 settembre 2026, hanno segnato un "terremoto politico" per la Germania, con il partito di ultradestra Alternative für Deutschland (AfD) che ha conquistato una vittoria storica. Con un risultato record del 43,8% dei voti, l'AfD ha più che raddoppiato il suo consenso rispetto al 2021, ottenendo 39 dei 83 seggi nel parlamento di Magdeburgo, sfiorando la maggioranza assoluta. Un successo che ha spinto il candidato principale Ulrich Siegmund a dichiarare di aver "fatto la storia in questo paese". Il rovescio della medaglia è il crollo della CDU del Cancelliere Friedrich Merz, scesa a un minimo storico del 17,2%, una "dura sconfitta" che ha lasciato Merz "profondamente scioccato". L'alta affluenza alle urne, la più elevata dalla riunificazione tedesca, sottolinea la polarizzazione e la forte volontà di espressione degli elettori.
Ma cosa si cela dietro questo voto così netto e radicale? La Sassonia-Anhalt, uno degli stati più poveri della Germania orientale, è da decenni alle prese con un profondo declino industriale, una significativa perdita di popolazione e un esodo di residenti più giovani. La popolazione è diminuita a circa 2,12 milioni di abitanti dalla riunificazione, un dato che si riflette in un diffuso senso di abbandono. La disoccupazione, ferma all'8,1% a luglio 2026 (contro una media nazionale del 6,4%), e la contrazione del PIL reale dello 0,2% nel 2025, dipingono un quadro di difficoltà economiche che hanno alimentato la convinzione dei residenti di essere trascurati dai partiti tradizionali.
Questa percezione di abbandono si concretizza nella crisi dei servizi pubblici, in particolare la sanità. Molti ospedali nella regione, e in Germania in generale, stanno affrontando chiusure o difficoltà a coprire i costi, anche a causa della legge sulla remunerazione ospedaliera. Il numero di cliniche a livello nazionale è sceso da 2.400 nel 1991 a 1.400 nel 2020. Una riforma proposta dal Ministro della Salute Lauterbach nel 2023 potrebbe portare alla chiusura di ulteriori 600 ospedali, con il rischio di un'assistenza "di seconda classe" al di fuori dei grandi centri. In Sassonia-Anhalt, più di un medico su quattro negli ospedali non possiede un passaporto tedesco, e l'associazione medica statale ha avvertito che senza i colleghi stranieri, l'assistenza sanitaria completa, specialmente nelle aree rurali, non sarebbe più possibile, con conseguenti tempi di attesa più lunghi.
A queste problematiche attuali si aggiunge la "ferita della riunificazione", un processo che, a oltre trent'anni di distanza, continua a generare ampie disparità economiche tra est e ovest. Il PIL pro capite nell'est era solo il 66% di quello dell'ovest nel 2023, e la ricchezza media delle famiglie orientali è ancora inferiore al 50% della media occidentale. La conversione del Marco della Germania Est a un tasso uno a uno con il Marco tedesco ha paralizzato la competitività delle aziende orientali, portando a un'impennata della disoccupazione che ha toccato quasi il 20% alla fine degli anni '90. Molti tedeschi dell'est hanno percepito una perdita non solo economica, ma anche culturale, iniziando a sentire la mancanza di aspetti della vita prima della caduta del muro e attribuendo la colpa ai "capitalisti avidi". Non a caso, quasi due terzi della popolazione della Sassonia-Anhalt si percepiscono ancora oggi come "cittadini di seconda classe".
In questo contesto di profondo malcontento, l'AfD ha saputo capitalizzare un diffuso senso di essere stati lasciati indietro. Nonostante la quota di stranieri in Sassonia-Anhalt sia relativamente bassa (7,9% contro una media nazionale del 14,9%), la questione dell'immigrazione è stata costantemente tra le principali preoccupazioni degli elettori. Il partito ha sfruttato anche la cosiddetta Ostalgie, la nostalgia per alcuni aspetti della vita nell'ex Germania comunista, proponendo un programma che include la remigrazione (offensiva di deportazione), classi scolastiche separate per i figli di migranti con permesso di soggiorno temporaneo e il divieto di esporre la bandiera arcobaleno sugli edifici pubblici. Sebbene il nuovo partito di sinistra populista Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), entrato nel Landtag con il 5,3%, abbia mostrato apertura a valutare singoli provvedimenti dell'AfD "in base ai contenuti", il cordone sanitario (Brandmauer) degli altri partiti tradizionali contro l'ultradestra rimane saldo, rendendo complessa la formazione di un governo.
La vittoria dell'AfD è dunque un "segnale per Berlino" e per l'Europa, che evidenzia come le insicurezze economiche e la percezione di un'assistenza pubblica in declino possano erodere la fiducia nelle istituzioni democratiche. Mentre il Cancelliere Merz ha cercato di rassicurare sulla stabilità, il risultato mette sotto pressione la sua leadership e l'ordine politico post-bellico della Germania. L'Halle Institute for Economic Research ha stimato che l'attuazione del programma dell'AfD potrebbe comportare un deficit di bilancio annuale di almeno 2,2 miliardi di euro per la Sassonia-Anhalt, uno stato che ha già circa 25 miliardi di euro di debito. Questo rende la sfida per la regione ancora più ardua, con un futuro politico incerto e la necessità di affrontare le profonde radici di un malcontento che non è solo estremismo, ma anche la voce di un disagio sociale ed economico profondo.